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La Costante Resistenziale. A guide-tour of Sardinian archaic, weird and marvelous stone sculpture

Chiesa di San Nicola di Silanis - zona rio Silanis, Sedini (SS)
Giardino incantato di Paolino Sanna
- via Giardino Sanna, Sedini (SS)

Domenica 8 agosto 2021 - ore: 10.00-20.00

De Rebus Sardois presenta A guide-tour of Sardinian archaic, weird and marvelous stone sculpture (Un viaggio alla scoperta della meravigliosa, strana, arcaica scultura sarda), progetto espositivo frutto dell’omonima e pluriennale ricerca artistica del collettivo Montecristo Project (Enrico Piras e Alessandro Sau).

Tale ricerca nasce nel 2018 sul solco del programma La Costante Resistenziale del Museo Man di Nuoro e si propone quale sua analisi critica. La rassegna era tesa a verificare l’assunto teorico concepito dall’archeologo Giovanni Lilliu, secondo il quale il popolo sardo sarebbe riuscito a “resistere” immutato ai secoli di colonizzazione, mantenendo intatta la sua identità nonostante l’influenza storico-culturale straniera.  L’iniziativa museale tenta di trovare un possibile connotato “resistenziale” tra le espressioni artistiche maturate nell’isola dal 1957 fino al 2017.







L’esposizione del museo nuorese provoca una riflessione di Montecristo Project da cui consegue

la volontà di ripensare e valutare l’arte contemporanea

sarda da una prospettiva nuova, proponendo una riedizione del progetto museale,  tramite una personale lettura storico-artistica del concetto di “costante resistenziale”.  Tale concetto - osserva Montecristo Project - può essere compreso attraverso la rappresentazione mentale di Nachleben, ovvero di “sopravvivenza” dell’immagine, espressa da Aby Warburg, che a sua volta rimanda alla teoria dell' “eterno ritorno” di Nietzsche e alla psicologia freudiana.


Esiste, secondo Warburg, un metodo di conservazione delle immagini per cui esse perdurano e si trasmettono secondo logiche diverse da quella della storia dell’arte: sarebbero infatti ascrivibili ad un livello più profondo dell’umano, ovvero quello dell'inconscio. L’immagine è psichica, è una formazione che rimbalza continuamente tra la dimensione mentale, interna e indefinita, e quella fisica esterna, cristallizzata nelle rappresentazioni artistiche. Sopravvivono nel tempo, “resistono costanti” nel desiderio dell’uomo di esprimersi, originario e precedente al concetto di arte.


Sulla scorta di tale interpretazione, la ricerca giunge a scovare tale carattere eterno in quelle forme di espressione dell’umano, che prima ancora di essere opere d’arte, sono manifestazioni apotropaiche, cultuali, decorative e ornamentali. Sculture di carattere antropologico e popolare che rievocano forme estetiche tramandate dall’arte nuragica, forma d’arte primitiva ascrivibile all’età del Bronzo dove risiederebbe il seme originario dell’identità artistica sarda.


Queste opere “resistenziali” vengono rintracciate in ogni paese della Sardegna. Da nord a sud ogni centro abitato ha un suo autore, le cui opere hanno tutte qualcosa che le accomuna: un tratto anticlassico e protostorico dell’immagine.


Il progetto prende forma negli anni attraverso diversi canali: espositivi, fotografici ed editoriali. Dopo la pubblicazione del “manifesto” della costante resistenziale, Montecristo Project percorre un viaggio tra sculture anonime, oggetti e reperti da cui scaturisce un dossier fotografico e una raccolta-collezione. Per l’opera inamovibile, che non può essere spostata dalla sua sede d’origine, si procede con la produzione di una copia-testimonianza, mediante la tecnica del calco in gesso: il risultato è la creazione della “gipsoteca resistenziale”, un insieme di negativi e positivi di sculture antropomorfe.

Da ultimo il progetto si completa con pezzi in ceramica e terra cruda, “modelli di spazi”,  ulteriore richiamo alla forma architettonica e scultorea ricercata.







Giardino Incantato

Un arcano giardino di sculture di pietra incastonato tra i tufi rurali della Sardegna nord-occidentale: alla scoperta della misteriosa e dimenticata opera dell’artista sedinese Paolino Sanna.


Il richiamo all’eccentrico Parco dei Mostri di Bomarzo (Viterbo), opera cinquecentesca dell’architetto Pirro Ligorio commissionatagli dal languido principe Vicino Orsini, così come gli echi delle installazioni del Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle di fine ventesimo secolo situate nei pressi di Garavicchio (Capalbio), sono quasi inevitabili. Ciò che caratterizza questa singola espressione scultorea e paesaggistica è tuttavia il linguaggio prettamente novecentesco. Le forme compatte e ruvide, nel contempo sinistre e giocose, esprimono una indecifrabile voce del subconscio.


Paolino Sanna nasce nella sua Sedini nel 1927. Tre anni prima il manifesto del movimento artistico del Surrealismo viene redatto a Parigi. Egli cresce in una casa piena di libri appartenuti allo zio professore. Nutre il suo immaginario personale con rimandi all’arte sacra e contemporanea. Trascorre la sua intera esistenza lavorando la materia, esercitando la professione di fabbro ed artigiano.

In Paolino la pulsione artistica è prepotente fin dalla giovane età. Sculture in ferro battuto, legno massello, pietra locale rivelano la sua cifra stilistica. Forme irregolari, creature fantasiose e visionarie, ritratti ed autoritratti irriverenti (come la scultura della sua stessa testa che fa capolino dal muro di una casa con una smorfia sorniona). Pindariche connessioni e rimandi letterari sono chiari nel suo lavoro.





Nel caso specifico della sua opera più importante, Il Giardino Incantato, situato poco fuori il paese, egli utilizza la campagna sedinese come parte viva e attiva della sua installazione. Pianifica una vera immersione del visitatore che diviene esso stesso parte del suo personale racconto, il cui finale è aperto.

Egli plasma il giardino con l’intento di creare un parco tematico popolato di strane creature, finalmente liberate dalla pietra e rivelate agli occhi dal suo scalpello. Le sequenze sono pregne di simbolismi e scene oniriche. Una presenza fissa: l’effigie dell’artista che si autoritrae in mezzo a scimmie, pantere, icone religiose, immagini materne e primordiali.


Le rappresentazioni sono scevre da qualsivoglia pregiudizio estetico o composizione di tipo convenzionale. Al contrario inducono, con l’elemento sorpresa e nonsense, cosi privo di una apparente coerenza, al viaggio dell’osservatore in una dimensione parallela, fatta di immagini quasi lisergiche e dantesche.






Il dialogo con l’intorno paesaggistico è totale e perennemente presente negli elementi utilizzati (tufo e pietra calcarea locale), ma allo stesso tempo il giardino conduce lontano, in un mondo fantastico, immaginario ed irreale che che diventa espressione di una vasta gamma di sentimenti e tormenti interiori dell’abisso umano.



Alcune preesistenze importanti, come la chiesa di San Nicola di Silanis databile al dodicesimo secolo e la necropoli conosciuta come Domus de Janas del III millennio a.c., poco distanti dal giardino, rendono questo luogo ancora più singolare, prezioso e senza tempo.


Paolino Sanna rientra tra gli artisti indagati da Montecristo Project durante il progetto pluriennale La Costante resistenziale

Con il patrocinio di:
Comune di Sedini